Il matto dell’angoliera

Negli scacchi la capacità di “guardare avanti”, “look ahead” la chiamano gli Inglesi, è di sicuro indispensabile per raggiungere dei buoni livelli. Questa capacità è detta tecnicamente calcolo, e consiste nel riuscire a visualizzare nella propria mente sequenze di mosse senza che queste vengano effettuate fisicamente.

Dobbiamo però sapere  che la nostra mente funziona in un determinato modo: memorizza alcune configurazioni di matto(per esempio) ed in partita se la posizione lo permette, cerca di riprodurre tale posizione. Se si individua la posizione da ottenere, e se questa la si può effettivamente raggiungere,  non è poi così difficile riuscire a calcolare qualche mossa.

E’ ovvio che questa è una sfaccettatura degli scacchi che va allenata costantemente mediante la risoluzione di appositi esercizi tattici. Ho intenzione quindi di mostrarvi una posizione che può essere ricondotta alla così detta configurazione del Matto dell’angoliera.

La posizione tematica di questo matto è la seguente:

Matto dell'angoliera

Ebbene il seguente scaccomatto è chiamato dell’angoliera poichè il re è chiuso dai suoi pezzi (Af8-f7-g7) disposti ad angolo.

La posizione in esame è invece questa:

posizione matto dell'angoliera

Notate una somiglianza con la posizione di sopra? Di certo sì. Ebbene non è difficile riuscire a calcolare le mosse necessarie alla cattura del monarca avversario in questo caso, proprio perché sappiamo qual è la posizione da raggiungere. Viene quindi spontaneo l’esecuzione di ben due sacrifici di torre,  necessari per mattare il re avversario. Diamo inizio alle danze quindi:

1.Th8+ Rxh8 2.Th1+ Rg8 3.Th8+ Rxh8 e due torri le abbiam fatte fuori 🙂  4.Dh1+ Dh2 5. Dxh2+ Rg8 6. Dh7#
Un matto in 6 mosse, e con ben due sacrifici di torre! Roba da giocatori di alto livello potrebbe pensare qualche persona che si è appena avvicinata  al mondo delle 64 caselle. Niente affatto invece se si conosce la posizione che si vuole raggiungere: come dicevo nella premessa,  le mosse  si compiono quasi “da sole”.

Questo è possibile se si ha quel determinato pattern di matto nel proprio bagaglio scacchistico: così come vi è la necessità di crearsi un repertorio di aperture per svolgere al meglio la prima parte di gioco, così bisogna crearsi un repertorio di configurazioni di matto così da raggiungerli se vi è la possibilità.

Allenarci nella tattica non farà di noi dei giocatori completi, ma ci abituerà  a concludere rapidamente le partite, o  a riuscire a sfruttare a nostro vantaggio determinate situazioni. Che poi gli scacchi necessitano di studio metodico dell’aspetto strategico, dell’acquisizione delle tecnica per i finali e della comprensione dei piani che reggono determinate aperture, questo è certamente vero, ma intanto una discretà abilità tattica, non potrà di certo che aumentare la nostra forza di gioco.

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