Gli scacchi: solo un gioco?

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Prima di iniziare ad entrare nel campo tecnico-scacchistico, mi piacerebbe toccare un punto saliente del mondo delle 64 caselle: possono gli scacchi essere considerati una semplice attività ludica, un semplice passatempo, o devono essere considerati qualcosa di più aulico?

Ebbene la risposta non è univoca , ma dipende a chi viene posto questo quesito. Un ragazzo che conobbi online, che giocava a scacchi sin da fanciullo e che è un buon giocatore, mi disse un giorno:

Per me gli scacchi sono solo un gioco, niente più; c’è chi gioca a carte, chi gioca alla play-station, io gioco a scacchi.

Il grande maestro Anatoly Karpov  diceva invece:

Il gioco degli scacchi e’ tutto: arte, scienza e sport.

Marcel Duchamp affermava:

Sono giunto alla conclusione che non tutti gli artisti sono scacchisti, ma che tutti gli scacchisti sono artisti.

Si parla di arte, di sport, eppure c’è solo da spingere qualche pezzo di legno o di plastica direte voi…Cosa porta questi tali ad affermare cose del genere? A formulare frasi di questo tipo? Di certo per loro gli scacchi sono una grande passione, ma sarebbe riduttivo attribuire queste loro definizioni a semplici motivazioni personali, di mero gusto.

Il fatto è che dietro a quei pezzi, sopra quella scacchiera, ci sono delle menti che riflettono, che pensano, ci sono persone che rispecchiano sulla scacchiera la loro emotività. Gli scacchi sono l’espressione dell’intelletto, sono uno scontro di idee, c’è un coinvolgimento non indifferente. Ma la cosa più importante è che in questo gioco si impara a riflettere prima di fare una mossa e,traslando questo concetto alla vita, si impara a pensare prima di agire impulsivamente. Ecco un primo collegamento tra il gioco e la vita, tra l’attività ludica e la realtà quotidiana…

Alexander Alechin, uno dei più forti scacchisti novecenteschi diceva:

Grazie agli scacchi ho temprato il mio carattere, perché gli scacchi ci insegnano ad essere obiettivi. Non si può diventare un Grande Maestro se non si impara a riconoscere i propri errori ed i propri punti deboli, così come nella vita.

E questo è un altro punto fondamentale: giocando a scacchi si impara a conoscere i propri limiti, ad ammettere i propri errori, a prendere atto di questi e a cercare di non commetterli in futuro.

Inoltre sulla scacchiera non esiste la fortuna, non esistono le bugie, non ci si può rifiutare di muovere, bisogna assumersi le responsabilità delle proprie azioni, non ci si può nascondere, non si può dare la colpa a qualcun altro. Questo concetto è esplicato al meglio da una celebre frase di Emanuel Lasker:

Sulla scacchiera le menzogne e l’ipocrisia non sopravvivono a lungo. La combinazione geniale mette a nudo la presunzione della menzogna. L’attacco spietato, che culmina nello scacco matto, contraddice l’ipocrita.

Da ciò credo che avete potuto intuire che per molti scacchisti, giocare a scacchi è qualcosa di più che fare un semplice gioco. In conclusione a questo articolo volevo però inserire una mia personale opinione, portando alla vostra attenzione un altro tema: gli scacchi possono essere controproducenti e causare problemi alle persone.

Avete capito bene, possono far degenerare situazioni di vita già delicate, con l’effetto di creare un’ astensione dalla società e dalla realtà: immergendosi completamente in questo gioco ci si può scordare di vivere, si può scordare quali siano i veri valori della vita e si finisce col pensare e l’agire solo in funzione di esso.

Quando si incappa in questo tunnel è difficile uscirne, si diviene ossessionati dagli scacchi, e quest’attività finisce paradossalmente con l’essere dannosa per la nostra mente e capacità psichiche.

A proposito ricordiamo una celebre frase di Korcnoj:

Tutti i GM sono pazzi, l’unica differenza sta nel grado della loro pazzia.

Vorrei comunque sdrammatizzare questa faccenda, molti GM attuali sono del tutto normali: dedicano sì gran parte della giornata agli scacchi, ma alla fin fine sono degli individui come gli altri, solo più in gamba alla scacchiera…

Concludendo vorrei quindi dire che, se praticati con moderazione e coscienza,  gli scacchi sono un’attività di sicuro benefica per la mente, la tengono sveglia e allenata; bisogna solo ricordarsi di mettere dei paletti, dei segni di confine da non valicare: giocare non più di un’ora al giorno per esempio, quando si ha tempo libero e non trascurando le cose che davvero contano nella vita: gli scacchi, lasciatemi usare questa frase di Morphy, sono solo un passatempo, la vita è tutt’altra cosa…

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9 Risposte

  1. bell’articolo, penso che aggiungerò il link ai preferiti!

  2. Grazie Radagast, mi fa piacere ti sia piaciuto, ci ho impiegato un po’ di tempo per scriverlo…

    Ciao 😉

  3. Ottimo articolo e, soprattutto, ottima idea quella del blog!!!

  4. Ciao Raskol, mi fa piacere ti sia piaciuto l’articolo 🙂

    Per quanto riguarda il blog, sarà dura portarlo avanti decentemente, ma cercherò di fare del mio meglio 😉

  5. Complimenti per il nuovo blog! Mi pare una buona idea con grandi potenzialità. Ciao!

  6. Grazie Kodiak 😉

  7. Complimenti davvero, anche io sono un tipo così… ormai gioco poco, ma mi interessano tantissimo i retroscena di questo bellissimo gioco… continua così! Ti seguirò!

  8. Grazie per i complimenti e per la fiducia 😉

  9. […] Post più letti Gli scacchi: solo un gioco? […]

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